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03/10/2018 | News

Parole minori

Il primo appuntamento della rassegna Legami Famigliari

11-10-2018
18:00
Baraccano - Casa delle Associazioni, via Santo Stefano, 119/2
Parole minori

Al via Legami famigliari, la rassegna organizzata dalla Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore onlus dedicata al dialogo tra gli autori di libri di letteratura psicologica e sociale e psicoterapeuti esperti nel trattamento di minori e famiglie.

Si parte giovedì 11 ottobre alle 18.00 con la presentazione a cura di Marco Bani e Daniele Maracci di Parole minori. La psicoanalisi e le nuove generazioni.

Ricordiamo che l'Ordine degli Assistenti Sociali della regione Emilia Romagna ha accreditato l'evento ID 28272 con nr. 2 crediti formativi.
La partecipazione è gratuita previa registrazione al link https://legamifamigliari.eventbrite.it


Di seguito l'estratto della recensione del libro scritta da Concetta Guarino per Attualità Lacaniana nr. 23 - passione/passioni

Il testo, a cura di Nicola Purgato, si presenta come un approfondimento delle nuove forme di disagio giovanile; vi è il contributo di operatori che lavorano in istituzioni per minori a orientamento psicoanalitico lacaniano: comunità terapeutiche, centri diurni e consultori; più precisamente il volume raccoglie le testimonianze di un gruppo di lavoro che riunisce i direttori delle istituzioni residenziali e semiresidenziali per minori che sono membri della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi ed anche coordinatori e operatori delle stesse.

Il filo rosso che lega tutti gli interventi proposti è il costante impegno nel rovesciare la prospettiva comune che, di fronte al disagio presentato dal minore nelle varie declinazioni, risponde tentando di normalizzare il comportamento. Le nuove forme di disagio si moltiplicano, si osservano forme di violenza rivolta agli altri oppure a se stessi, forme di ritiro, comportamenti devianti e disturbi oppositivi e, contestualmente, si moltiplica la "categoria" del disturbo nel tentativo di dare una risposta che possa arginare il disagio; sottolinea Nicola Purgato che

« […] oggi tutto è disturbo, per il soggetto sicuramente e per l’altro pure. Un tempo, nelle categorie cliniche si cercava di cogliere se non la causa , almeno il vissuto del soggetto [….] Oggi al "Disturbo" occorre porre rimedio quanto prima, spesso senza considerare il soggetto che si trova affidato a un altro il cui compito è di "riadattarlo alla realtà" o "eliminare" i comportamenti disfunzionali tramite strategie psicoeducative che non contemplano l’ascolto dell’individuo».

Per i genitori e le istituzioni spesso non è facile gestire questi disagi e la risposta tende ad essere orientata verso interventi che si propongono di ridurre e normalizzare il comportamento del minore. Il rovesciamento operato consiste nel considerare il disagio una forma di appello rivolto all’Altro; questo concetto permea tutto l’insegnamento di Lacan a partire dalla messa in logica dei primissimi scambi del bambino con la madre e di quanto il grido del bambino venga accolto dal suo Altro e restituito interpretato; gli interventi del testo testimoniano ampiamente, quanto sia difficoltoso rintracciare questo "appello" tra gli agiti, nelle scarne parole che accompagnano il disagio del minore per poter operare quello che è un ascolto particolareggiato, sensibile alla singolarità del soggetto. [...]

Il volume si compone di quattro sezioni, che approfondiscono il rapporto del minore con le istituzioni, con la società, con l’oggetto digitale.

[...]I contributi riportati nel testo sono testimonianza di uno sforzo costante orientato a riportare sempre l’attenzione sulla singolarità del soggetto e al tentativo di fare per lui un posto particolarizzato; in tutto il testo emerge pienamente la sensibilità clinica nel saper dare ascolto alle "parole dei minori" siano esse presentate come un agito o mal formulate o ridotte a sillaba dando spessore e valore a questa parola che viene accolta «per tornare lettera indirizzata a qualcuno, qualcuno assieme a cui inventare modalità singolari per affrontare la vita e ciò che del disagio della civiltà resta inassimilabile e ineliminabile».